I Jinn e gli Shayatin

Introduzione

I Jinn appartengono ad un mondo che non è quello degli uomini né quello degli angeli. Quindi non possiamo adoperare esclusivamente i tradizionali metodi scientifici e la nostra razionalità per conoscere questo mondo, ma possiamo conoscere i Jinn solo attraverso ciò che Allah I ci ha rivelato nel Sublime Corano o nella Sunna del nostro Profeta Muhammad (SAAS), che vanno al di là della semplice conoscenza sensibile, ma abbracciano la Conoscenza totale dell’Universo. Sarebbe fuorviante e non produttivo se ricercassimo in altro modo la conoscenza sul mondo dei jinn. Certo anche la Rivelazione di Allah I non è esaustiva dell’argomento, ma si limita a fornirci ciò che per noi è indispensabile: «Anche se tutti gli alberi della terra diventassero calami, e il mare e altri sette mari ancora fossero inchiostro, non potrebbero esaurire le parole di Allah» (XXXI:27).
Un errore comune è quello di sottovalutare l’importanza dei Jinn o dare un interpretazione eccessivamente allegorica che ci allontana dalla realtà dei versetti coranici. Il credere nei Jinn è parte integrante del credo musulmano, inoltre, come vedremo, i Jinn possono incidere sulla vita dell’uomo. Attenzione dunque ad affidarsi troppo al nostro spirito razionale, in quanto limitato e non omnicomprensivo, perché si rischia, altrimenti, di smentire i segni di Allah I: «Si, tacciano di menzogna la parte di scienza che non abbracciano» (X:39).
Una prova della loro esistenza, oltre che dal Corano e dalla Sunna, la possiamo trarre dal fatto che in diverse tradizioni si ritrovano i segni della loro presenza. Troviamo più volte i Jinn nell’Antico Testamento1 con caratteristiche simili, o identiche a quelle che riscontriamo nell’Islam
[1]. Oppure li ritroviamo nella “superstizione”, comune a tutti i paesi del mondo: ad esempio l’avversione per il gatto nero, che, come vedremo, può essere uno degli animali in cui si possono trasformare i Jinn, oppure i fantasmi o gli spiriti dei morti, che sono delle “manifestazioni” dei Jinn.
Ed è importante conoscere questo mondo perché molto spesso i fenomeni che non si riescono a spiegare sono da attribuirsi proprio ai Jinn. Noi viviamo in un paese dove i miracoli vengono presi molto sul serio: si pensi alle Madonne che piangono sangue, o a Padre Pio o alle varie Madonne che appaiono. Certo sono messaggi religiosi, avvicinano molti non credenti alla fede, ma in realtà questi sono messaggi -islamicamente parlando – devianti: spingono al culto politeista delle statuette o al culto della persona umana, o al culto mariano condannato duramente dall’Islam e quindi non sono messaggi che possono provenire da Allah. E anche importante capire i Jinn perché i maghi, astrologi e gli indovini abbondano nel nostro paese e le televisioni private sono piene di questi personaggi, che molto spesso sono solo esibizionisti e affaristi, mentre altre volte ascoltano proprio le parole dei Jinn.
I Jinn appartengono dunque ad una dimensione che non è quella degli uomini né quella degli angeli, e il loro nome viene proprio dalla radice Janana, che significa appunto “coprire”, “velare” o “nascondere”, in quanto si nascondono alla nostra vista. Ma il fatto che noi non possiamo vederli non significa che loro non possano vedere noi; Allah l’Altissimo dice nel Sublime Corano: «Esso [Shaytan] e la sua specie [gli Shayatin e le loro schiere] vi vedono da dove voi non li vedete» (VII:27).

Creazione dei Jinn e dei Shayatin:

Il Profeta (SAAS) ha detto: «Gli angeli sono stati creati dalla luce, i Jinn sono stati creati da un fuoco puro e Adamo è stato creato da ciò che è stato definito [nel Corano] per voi [cioè, da argilla]» (Muslim 2996). Allah dunque ha creato i Jinn e gli shayatin da un fuoco puro, più in particolare troviamo nel Libro: «E i Jinn [li creammo] da fiamma di fuoco puro» (LV:15; «E i Jinn li creammo prima [degli uomini] dal fuoco di samum» (XV:27). Il fuoco di Samum indica una «fiamma senza fumo»3, «fuoco ardentissimo».

 L’aspetto dei Jinn:

Noi conosciamo del loro aspetto solo ciò che Allah l’Altissimo ha voluto che conoscessimo. Sappiamo che hanno un cuore, degli occhi e delle orecchie, perché un versetto dice: «In verità creammo molti dei Jinn e molti degli uomini per la Jahannam [l’Inferno]: hanno cuori che non comprendono, occhi che non vedono e orecchie che non sentono, sono come il bestiame, anzi ancor peggio, questi sono i deviati» (VII:179); questo paragone, però, del Corano con gli uomini non significa affatto che la fisionomia dei Jinn debba essere simile a quella dell’uomo. Sappiamo poi che hanno una voce: «Seduci [tu, o Shaytan] con la tua voce quelli che potrai» (XVII:64).

 Nomi e tipi diversi di Jinn:

I Jinn vengono chiamati in modi diversi, sia nel Sublime Corano che nella letteratura musulmana, analizziamoli per incominciare a capire anche i diversi tipi di Jinn che esistono:

1)      il Jinn senza nessuna particolarità si può chiamare Jinni;

2)      quello che abita insieme agli uomini si chiama ‘amir (plur. ‘imar);

3)      quello che vedono i bambini si chiama ruh (plur. arwah; letteralmente spirito);

4)      quello cattivo si chiama Shaytan (plur. shayatin);

5)      quello ancora più cattivo si chiama marid;

6)      quello più potente e cattivo ‘ifrit (plur.’ifarit).

Inoltre il Messaggero di Dio (SAAS) ha detto: «I Jinn sono di tre tipi: un tipo vola nell’aria, un tipo è nei serpenti e nei cani, un tipo si stabilisce in un posto o si trasferisce in un altro» (al-Tabarani, al-Hakim e al-Bayhaqi).

 Shaytan:

Abbiamo parlato indifferentemente di Jinn e di Shaytan, ma sono la stessa cosa? In realtà non si ha una certezza assoluta sulla questione. Un versetto del Corano dice: «E quando dicemmo agli angeli: “Prosternatevi ad Adamo”, si prosternarono tutti eccetto Iblis che rifiutò per orgoglio e fu tra i miscredenti» (II:34). Da quest’ultimo versetto si potrebbe pensare che Iblîs [2] sia stato un angelo, ma un altro versetto dice: «E quando dicemmo agli angeli: “Prosternatevi ad Adamo”, si prosternarono eccetto Iblis che era uno dei Jinn e che si rivoltò all’Ordine di Allah» (XVIII:50. Hasan al-Basri (m. 728) ha detto su questa questione: «Iblîs non è stato un Angelo neanche per un istante»; Ibn Taymiyya (1268-1328) anche ha detto: «Shaytan è appartenuto agli angeli solo per il suo aspetto, non in relazione all’origine né in relazione al suo esempio». Lo stesso Ibn Taymiyya sostiene che Shaytan abbia origine dai Jinn, ma in realtà è una affermazione che non possiamo fare con certezza assoluta visto che abbiamo solo un versetto (XVIII:50) che possa confermare questa nostra tesi. Comunque sia i Jinn e gli shayatin hanno forti analogie e continueremo ad analizzarli come se avessero la stessa origine.
Una particolarità di Shaytan è il suo aspetto particolarmente brutto, come ci fa capire Allah quando descrive l’orribile albero di Zaqqum che sorge nel fondo dell’Inferno: «E’ un albero che spunta dal fondo del Jahim, i suoi frutti sono come teste di demoni [shayatin]» (XXXVII:64-65). Sappiamo ancora che Shaytan ha le corna, infatti il il Profeta (SAAS) ha detto: «Quando tramonta il sole, esso tramonta tra le due corna di Shaytan, allora si prosternano i kafir [coloro che rinnegano l’Islam]» (Muslim 832). E’ importante anche notare come la pratica dell’Islam tenda a differenziare l’uomo da Shaytan il maledetto e fa di tutto per evitarlo, quest’ultimo hadith ce lo dimostra, infatti è vietata la preghiera quando il sole si trova sull’orizzonte (alba e tramonto), fanno eccezione le preghiere che hanno un motivo, come la preghiera obbligatoria e il “saluto alla moschea” Tahya al-masjid.

Cibo e bevande dei Jinn:

Abu Hurayra ha trasmesso che il Profeta (SAAS) gli ordinò di portargli delle pietre per pulirsi (dopo le funzioni fisiologiche) e gli disse: «Non portarmi ossa o sterco», e quando Abu Hurayra chiese a proposito del divieto per le ossa e per lo sterco, il Profeta (SAAS) disse: «Quelle sono cibo per i Jinn» (Bukhari 3860). E ancora Ibn Mas’ud riporta che il Messaggero (SAAS) ha detto: «Non pulitevi con lo sterco né con le ossa, perché sono provviste per i vostri fratelli Jinn» (Tirmidhi) e Ibn ‘Umar ha riportato che il Profeta (SAAS) ha detto: «Quando uno di voi mangia, mangi con la destra, e quando beve, beva con la destra. In verità Shaytan mangia con la sinistra e beve con la sinistra» (Muslim 2020). Questi tre hadith ci fanno capire che i Jinn mangiano, e ci indicano anche cosa mangiano.
Ma bisogna anche notare che i Jinn e gli shayatin possono partecipare al mangiare degli uomini. Ecco perché il Messaggero (SAAS) disse: «Se un uomo entra in casa sua, ricordi Allah nel momento in cui entra e nel momento in cui mangia, è come se dicesse a Shaytan: “Non ti puoi accasare né puoi mangiare”, però se [un uomo] entra e non ricorda Allah è come se dicesse a Shaytan: “Ti puoi accasare”, e se [quell’uomo] non ricorda Allah quando mangia è come se dicesse [a Shaytan]: “Ti puoi accasare e puoi mangiare”» (Muslim 2018). Questo hadith esorta i musulmani al ricordo di Dio in alcuni momenti particolari, come vedremo più avanti il Dhikr (“il ricordo di Allah”) in generale, e dei dhikr in particolare, sono molto importanti per allontanare da se i Jinn e gli shayatin.

 La loro riproduzione e il loro accoppiamento:

I Jinn si riproducono e si accoppiano in modo simile a quello degli uomini, lo possiamo intuire da un versetto del Corano quando parla delle donne pure del Paradiso (le Huri): «Vi saranno colà quelle dagli sguardi casti, mai toccate da uomini o da Jinn» (LV:56); e a questo proposito il Messaggero (SAAS) è molto più chiaro in questo hadith (sull’originalità della quale, però, si hanno delle riserve): «I Jinn generano figli, così come si moltiplicano i figli di Adamo [cioè, gli uomini], e loro [i Jinn] sono superiori di numero [rispetto agli uomini]» (Abu Hatim).

 Muoiono i Jinn ?

Tutto l’universo verrà distrutto, tutto ciò che esso contiene morirà così come i Jinn; Allah dice: «Tutto quel che è sulla terra è destinato a perire, rimarrà solo il Volto del tuo Signore, pieno di maestà e di generosità» (LV:26-27). Ibn Abbas riferisce che il Messaggero (SAAS) pregava l’Altissimo in questo modo: «Chiedo protezione alla Tua potenza, a Colui che non ha altra divinità che Te, a Colui che non muore, mentre i Jinn e gli uomini muoiono» (Muslim 2451). Che età raggiungano i Jinn non si sa, sappiamo solo che Iblis vivrà fino al Giorno del Giudizio, infatti Allah dice, quando racconta della maledizione di Iblis: «Concedimi una dilazione – disse [Iblis] – fino al Giorno [del Giudizio universale] in cui saranno resuscitati. Sia – disse Allah – ti è concessa la dilazione» (VII:14-15).

 Luoghi di residenza dei Jinn:

I Jinn abitano questa nostra stessa terra, prediligono le rovine, case abbandonate, gli spazi aperti come il deserto, i luoghi sporchi (bagni, letamai, fogne) e i cimiteri. Inoltre prediligono i luoghi dove è più facile diffondere l’ingiustizia (ad esempio mercati e discoteche). Inoltre abitano quelle case dove si dimentica la tasmiya – si dimentica di dire, cioé, bismillah -, il dhikr, e la lettura del Corano, in particolare la sura della Vacca (II) e il versetto del Trono (II:255). Sappiamo anche che gli shayatin amano sedere tra l’ombra e il sole, e per questo che l’Inviato (SAAS) ha ordinato di non sedere tra l’ombra e il sole.

 Qualità straordinarie dei Jinn

  1. A) Velocità di movimento:
    Il profeta Salomone u aveva alle sue dipendenze dei Jinn e «Un ‘Ifrit tra i Jinn disse: “Te lo porterò [il trono della regina di Saba] prima ancora che tu ti sia alzato dal tuo posto, ne sono ben capace e son degno di fiducia”» (XXVII:39). Da notare che tra Gerusalemme, capitale del regno di Salomone u, e Marib, nello Yemen, ci sono circa 2000 chilometri (oggi con l’aereo ci vorrebero 5-6 ore per andare e tornare).

    B) Possono ascoltare i comandi nel cielo, e trasmetterli agli uomini:
    I Jinn hanno la facoltà di ascoltare furtivamente i comandi che Allah (Swt) da agli angeli e a trasmetterli agli uomini, anche se questa operazione è molto ostacolata, come ci dice il Sublime Corano: «Invero [dicono i Jinn] abbiamo sfiorato il cielo ma lo abbiamo trovato munito di temibili guardiani [gli angeli] e di bolidi fiammeggianti. Ci sedevamo [un tempo] in sedi appropriate, per ascoltare. Ma ora chi vuole origliare trova un bolide fiammeggiante in agguato» (LXXII:8-9). Così gli uomini vengono a conoscenza tramite i Jinn degli Ordini di Allah, cioè vengono a conoscenza di alcune cose che avverranno nel futuro, in verità questi uomini «Tendono l’orecchio [ai Jinn], ma la maggior parte sono bugiardi» (XXVI:223). Ed è anche importante dire che il solo credere alle parole dette da un mago che predice il futuro è un atto di shirk, infatti Abu Hurayra ha trasmesso che il Profeta (SAAS) ha detto: «Chi va da un divinatore e gli crede per ciò che dice è già miscredente su ciò che è sceso su Muhammad (SAAS)» (Abu Dawud).

    C) Hanno forti capacità tecnologiche e intellettive:
    I Jinn che lavoravano con il re Salomone (pace su di lui) costruivano cose, e realizzavano oggetti che non erano alla portata dell’uomo: «Lavoravano i Jinn sotto di lui [Salomone] col permesso del suo Signore. Se uno qualunque di loro si fosse allontanato dal Nostro ordine gli avremmo fatto provare il castigo del Sa’ir [l’Inferno]. Costruivano per lui quel che voleva: templi e statue, vassoi grandi come abbeveratoi e caldaie ben stabili» (XXXIV:12-13). Probabilmente i Jinn hanno già inventato da molto tempo oggetti come la televisione o la radio.

  2. D) Possono assumere forme diverse:
    I Jinn possono assumere forme – visibili all’uomo – umane e animali. In particolar modo possono assumere forma di cani, asini, cammelli (animale da soma preferito dai Jinn), vacche, gatti o serpenti ma prediligono assumere la forma di gatto o cane nero; a questo proposito dice Ibn Taymiyya: «Il cane nero è il demonio dei cani, e i Jinn assumono diverse forme, anche del gatto nero; perché il nero accomuna la forza dei demoni con altre, e in essa c’è la forza del calore».
  3. E) Possono entrare nel corpo umano:
    Un hadith trasmessaci da Anas che il Profeta (SAAS) disse: «Shaytan può scorrere nell’uomo, nel suo sistema vascolare» (Bukhari 7171 e Muslim 2175).

 Incapacità dei Jinn

  1. A) Non hanno alcun potere sui buoni fedeli:
    I Jinn hanno anche dei forti limiti. Per prima cosa non possono turbare o influire sulla vita del uomo.
  2. B) Non possono riprodurre i miracoli di Allah:
    Abbiamo visto come i Jinn abbiano grosse capacità, superiori a quelle umane, ma sicuramente molto inferiori a quelle di Allah. Uno dei suoi più grandi miracoli è il Sublime Corano che «Anche se si riunissero gli uomini e i Jinn per produrre qualcosa di simile a questo Corano non ci riuscirebbero, quand’anche si aiutassero gli uni con gli altri» (XVII:88).
  3. C) Non possono assumere la forma del Profeta (SAAS):
    In un hadith trasmessoci da Abu Sa’id t il Profeta (SAAS) ha detto: «Chi vede me, vede la Verità, perciò Shaytân non può assumere il mio aspetto» (Bukhari), questo vale anche per i sogni in cui si vede il Profeta
    [3](SAAS).
  4. D) Non possono aprire le porte chiuse dicendo Bismillah.
  5. E) Non hanno la conoscenza dell’ignoto:
    Infatti troviamo nel Corano che quando Salomone (pace su di lui) morì in piedi sostenuto dal suo scettro e sembrava ancora vivo tanto che i Jinn che lavoravano per lui non si accorsero di nulla: «Quando poi decidemmo che morisse, fu solo un essere della terra [una tèrmite] che li avvertì della sua morte, rosicchiando il suo scettro. Poi, quando cadde, ebbero la prova i Jinn che se avessero conosciuto l’invisibile non sarebbero rimasti nel castigo avvilente» (XXXIV:14).

 Responsabilità dei Jinn dinanzi ad Allah

I Jinn come gli uomini hanno la possibilità di accettare o rifiutare l’Islam, ed entrambi sono stati creati con lo stesso obbiettivo. L’Altissimo dice: «E solo perché mi adorassero che ho creato i Jinn e gli uomini» (LI:56). E come gli uomini anche i Jinn possono essere puniti con l’Inferno o con il Paradiso. Prova di ciò sono i due versetti: «Entrate nel fuoco Jinn e uomini, dirà [Allah], assieme alla gente che è passata prima di voi» (VII:38); «Dì: “Mi è stato rivelato che un gruppo di Jinn ascoltarono e dissero: ‘Invero abbiamo ascoltato una lettura meravigliosa, che conduce sulla Retta via; abbiamo creduto in essa e non assoceremo alcuno al nostro Signore”» (LXXII:1-2). E quest’ultimo versetto ci mostra anche come Muhammad (SAAS) fosse stato inviato sia all’umanità che al popolo dei Jinn.

 Inimicizia di Shaytan:

Da subito nasce l’inimicizia verso l’uomo di Shaytan e la sua volontà di condurlo sulla via della perversione, si può dire che nasca con l’uomo stesso: disse Shaytan quando gli fu chiesto di prosternarsi davanti all’uomo, di affermare la superiorità della nuova creatura: «”Sono migliore di lui, mi hai creato dal fuoco, mentre creasti lui dalla creta”. Disse [Allah]: “Vattene! Qui non puoi essere orgoglioso. Via! Sarai tra gli abbietti”. Disse [Shaytan]: “Concedimi una dilazione fino al Giorno in cui saranno resuscitati”. Disse [Allah]: “Sia, ti è concessa la dilazione”. Disse [Shaytan]: “Dal momento che mi hai sviato tenderò loro [agli uomini] agguati sulla Tua Retta Via, e li insidierò da davanti e da dietro, da destra e da sinistra, e la maggior parte di loro non Ti saranno riconoscenti”. Disse [Allah]: Vattene! Scacciato e coperto di abominio. Riempirò la Jahannam di tutti voi, tu e coloro che ti avranno seguito”» (VII:12-18). Allah, allora, avvisa gli uomini di diffidare di Shaytan il quale corrompe e lo conduce alla devianza: «Chi prende Shaytan come patrono al posto di Allah, si perde irrimediabilmente» (IV:119); «In verità Shaytan è vostro nemico, trattatelo da nemico» (XXXV:6); «Certamente vi ordina il male e la torpitudine e di dire, a proposito di Allah, cose che non sapete» (II:169).
Shaytan devia l’uomo invitandolo innanzi tutto allo Shirk e alla miscredenza, invita a compiere i peccati e ad avere una cattiva condotta. Ad esempio: «In verità col vino e il gioco d’azzardo, Satana vuole seminare inimicizia e odio tra di voi e allontanarvi dal Ricordo di Allah e dalla preghiera. Ve ne asterrete?» (V:91).
Egli invita alla bid’a (all’innovazione nella religione), infatti Sufyan al-Thuri ha detto: «La bid’a è la turpitudine più amata da Iblis, perché per una turpitudine si può chiedere perdono, ma per la bid’a non c’è richiesta di perdono». Inoltre Shaytan cerca di ostacolare gli atti di fede dell’uomo, può causare dolori, comparire nei sogni, dare fuoco alle case, molestare l’uomo in punto di morte, aumentare i dolori del parto, causare malattie infettive, entrare nel corpo dell’uomo.

 Ogni uomo ha il suo Shaytan:

Ogni uomo ha un qarin, ovvero uno Shaytan sempre al proprio fianco; ‘A’isha chiese al Messaggero (SAAS): «Con me c’è uno Shaytan?»; rispose: «Si», e lei: «E con te, o Messaggero di Dio?»; rispose: «Si, ma il mio Signore mi ha aiutato tanto che è divenuto musulmano» (Muslim 2815). E in un hadith trasmesso da Ibn Mas’ud, il Profeta (SAAS) ha detto: «Non c’è nessuno di voi che non sia accompagnato da un compagno dei Jinn, e un compagno tra gli angeli». E chiesero: «Anche tu? o Inviato di Dio»; rispose: «Anch’io, solo che Allah mi ha aiutato tanto che è diventato musulmano, e non mi ordina altro che bene» (Muslim 2814).

 Come Shaytan influenza l’uomo:

Shaytan ha alcuni strumenti che utilizza per deviare l’uomo. Il primo di questi e il camuffare il male, facendolo apparire all’uomo come il bene, e il bene lo fa apparire come se fosse il male: «Per Allah, certamente abbiamo inviato [messaggeri], alle comunità che ti hanno preceduto, ma Satana abbellì le loro azioni» (XVI:63). Inoltre fa di tutto per ostacolare e impigrire l’uomo; in un hadith trasmesso da Abu Hurayra disse che il Messaggero di Allah (SAAS) disse: «Shaytan fa dei nodi sulla nuca di ognuno di voi, quando si dorme lui fa tre nodi, e colpisce sul punto di ogni nodo, e ti fa dormire una lunga notte, e quando ci si sveglia e si ricorda Allah, un nodo si scioglie, quando si fa lo wudu’, se ne scioglie un altro, quando si fa la sàlat, se ne scioglie un altro e ci svegliamo attivi volentieri, altrimenti ci svegliamo male con anima pigra» (Bukhari 1143).
Vi sono altri strumenti che vengono prediletti per deviare l’uomo: questi sono l’amore per la vita terrena e le donne, la musica e il canto. Infatti il Profeta (SAAS) ha detto: «La donna ha delle parti da coprire, se non le rispetta è preferita da Shaytan» (Tirmidhi); «Il suono è uno strumento di Shaytan» (Muslim 2114).
Infine Shaytan “bisbiglia” nelle menti degli uomini, sussura inviti alla devianza, anche se non ci è noto precisamente il metodo che egli usa. L’ultima sura del Corano recita appunto: «Contro il male del sussurratore furtivo, che soffia il male nei cuori degli uomini» (CXIV:4-5).

 Esiste la magia?

Su questo argomento non c’è accordo completo tra i sapienti musulmani, ma prevalgono due tesi: la prima sostiene che tutti i fenomeni della magia sono spiegabili scientificamente; l’altra sostiene che esista una magia che sia stata insegnata dai Jinn agli uomini, così come leggiamo nel versetto: «Non era stato Salomone il miscredente, ma gli shayatin: insegnarono ai popoli la magia e ciٍ che era stato rivelato ai due angeli Harut e Marut a Babele. Essi perٍ non insegnarono nulla senza prima avvertire: “Badate che noi non siam altro che una tentazione, non siate miscredenti”. E la gente imparò da loro come separare l’uomo dalla sua sposa e non potevano nuocere a nessuno senza il permesso di Allah. Imparavano dunque ciٍ che era loro dannoso e di nessun vantaggio. E ben sapevano che chi avesse acquistato quell’arte, non avrebbe avuto parte nell’Altra vita. Com’era detestabile quello in cambio del quale barattavano la loro anima; Se l’avessero saputo!» (II:102).
Esistono gli spiriti dei morti?
Non possono esistere gli spiriti. Questo perché l’anima del morto viene trattenuta, imprigionata da Allah, e non ha possibilità di movimento, non ha possibilità di girare nel mondo terreno e non può spaventare o giocherellare con nessuno. A questo proposito dice Allah nel Corano: «Allah accoglie le anime al momento della morte e durante il sonno. Trattiene poi quella di cui ha deciso la morte e rinvia l’altra fino ad un termine stabilito» (XXXIX:42). Fanno eccezione i martiri dell’Islam, infatti dice il Corano: «Non considerate morti quelli che sono stati uccisi sul sentiero di Allah. Sono vivi invece e ben provvisti presso il loro Signore» (III:169).
Ma allora tutta la gente che dice di aver parlato con i propri cari defunti? Non hanno visto altro che Jinn che gli hanno mentito, e lo stesso si può dire delle anime dei santi o della Madonna stessa, tanto è vero che trasmettono sempre messaggi devianti dal punto di vista islamico.

 E a proposito degli U.F.O.?

Questo è un altro fenomeno che attira molto ed ha diviso l’opinione pubblica. Islamicamente non c’è una risposta, qualcuno dice che il Corano non esclude la possibilità della loro esistenza, ma sicuro non la sostiene. Però dopo aver esaminato quello che sono i Jinn, consiglierei di pensare prima a loro, invece che subito ai marziani, che (questo è scientificamente provato) non vivrebbero nel nostro sistema solare. E il pianeta del nostro sistema più lontano dal Sole è Plutone che dista dalla Terra circa 7223.9 milioni di chilometri. Se supponiamo che una navicella possa viaggiare a 1500 chilometri orari, senza mai rallentare o fermarsi, in un giorno farebbe 36 mila chilometri, in un anno farebbe 13.14 milioni di chilometri, e per arrivare su Plutone ci metterebbe 549.9 anni! Anche se gli extraterrestri fossero tecnologicamente più avanzati, per superare distanze di anni luce, avrebbero bisogno di molti secoli.

 Come proteggersi dai Jinn

Già abbiamo detto che il musulmano può non subire la pratica dei Jinn. Questo sarà vero fino a quando manterrà una pratica costante e sincera, rispettando il Corano e la Sunna. E nella Sunna troviamo alcuni momenti in cui il Profeta r chiedeva ad Allah protezione contro Shaytan e contro il male che da lui proviene.

  1. A) Quando entrava nel bagno:
    Da Anas bin Mâlik: il Profeta (SAAS) quando entrava nel bagno diceva: «Mio Dio ti chiedo protezione contro l’impurità [contro i demoni maschi] e le malvagità [e contro i demoni donna]» (Bukhari 142 e Muslim 385).
  2. B) Consigliٍ di chiedere protezione ad Allah nei momenti di rabbia:
    Da Sulayman bin Surad: Due uomini si insultavano vicino al Profeta (SAAS) e noi tutti eravamo seduti, uno dei due insultò l’altro con rabbia, il suo viso era diventato rosso, allora disse il Profeta (SAAS): «In verità conosco delle parole che fanno sparire il contenzioso che c’è fra voi: Chiedo protezione ad Allah da Shaytan il maledetto» (Bukhari e Muslim 2610).
  3. C) Durante le riunioni e prima di iniziare la lettura del Corano:
    L’Altissimo infatti dice: «Quando leggi il Corano chiedi rifugio in Allah contro Shaytan il maledetto» (XVI:98).
  4. D) Quando si entra in casa:
    Da Khaawla bint Hakim: il Profeta (SAAS) quando entrava in casa diceva: «Chiedo protezione alle sane Parole di Allah dal male del creato che non nuoccia per nulla a questa casa, fino a quando non esca da questa» (Ibn Majah).
  5. E) Quando si sente un asino ragliare (perché l’asino vede i Jinn).
  6. F) Per proteggere la propria famiglia.

Altri sistemi per difendersi da Shaytan sono il ricordo di Allah, il Corano (in particolare il versetto II:255), il chiedere perdono, studiare e discutere del suo modo di agire e non adottare i suoi comportamenti e lasciare le cose che lui ama, come ad esempio mangiare e bere con la sinistra, l’agire sempre di fretta o lo sbadigliare.
Per curare l’impossessato, infine, serve una persona di fede salda che conosca i principi del monoteismo e del credo islamico, che abbia una pratica impeccabile e abbia una lunga esperienza e perizia nel trattare con il mondo dei Jinn e sappia bene quali versetti del Corano possano allontonare i Jinn. Si narra che all’Imam Ahmad fu chiesto di curare un impossessato, e lui diede due stecche di legno e ordinò di portarle all’impossessato e di dire che se non fosse uscito il Jinn da quel corpo lui lo avrebbe picchiato con quelle stecche. Il Jinn impaurito dall’Imam Ahmad se uscì dal corpo di quello sventurato, ma tornò dopo la morte di Ahmad, perché non c’era allora persona che lo potesse eguagliare per fede l’Imam Ahmad.

[1] Più precisamente in Levitico 17:5-7 e 16:22, Isaia 13:21 e 34:14. La tradizione ebraica per molto tempo ha teso ad identificare gli shedim (i demoni) e gli se’îrîm (dei satiri) in una forma parallela a quella umana come nell’Islam. Oggi perٍ è prevalsa l’idea che i versetti sopra citati vadano intesi solo in forma figurativa e non letterale [Y. Kaufmann, The religion of Israel, The University of Chicago press, Chicago 1966 e L. Jacobs, A jewish theology, Londra 1973]. Stesso atteggiamento prevale nel cristianesimo. Anzi nell’interpretazione dei due brani del Levitico i “satiri” sono «alla lettera “capri dal pelo lungo”, figure demoniache o comunque divinità inferiori presso i popoli pagani» [Levitico, Edizioni paoline, Roma 1976, pag.127], e nel caso di Isaia diventano «animali fantastici» [Isaia, Edizioni paoline, Roma 1968, pag.88].

 [2] Iblîs è uno dei nomi di Shaytan che viene dalla radice balasa che significa “ciٍ che non ha nulla di buono”.

[3] Ma giustamente prima, bisogna conscere bene come era fatto il profeta per poterlo riconoscere nei sogni.

Tratto da :http://www.huda.it/books/libri_fede_islamica_05.htmhttp://www.huda.it/books/libri_fede_islamica_05.htm

 

 

 

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